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Storia Bcc Piove di Sacco

La Banca di Credito Cooperativo di Piove di Sacco ha più di 120 anni. L’allora Cassa Rurale era figlia a tutti gli effetti e in piena titolarità di quel momento storico,  di quella società, di quell’evolversi di avvenimenti e fenomeni che caratterizzavano la fine dell’Ottocento.
La maggior parte della gente era immersa nei campi, da secoli, da sempre. Viveva sotto padrone, relegata al margine di un’esistenza precaria, per mezzi a disposizione e capacità di soddisfare i più elementari bisogni, a partire da quello di mettere in pace la pancia. La vita era grama, le condizioni miserevoli. Le cronache narrano che nei decenni immediatamente seguenti l’Unità crebbero in maniera esponenziale i furti campestri, la povertà dilagava, la sanità era a livelli infimi; la vita media dei contadini era attestata sui trent’anni, data la grande mortalità infantile (il 30% degli infanti scompariva nei primi 12 mesi), i sopravvissuti erano attesi da un’esistenza minata da malattie (la tubercolosi, ad esempio), tifo (l’acqua non era proprio cristallina), pellagra (causata da un’alimentazione essenzialmente a base di polenta), per non parlare delle epidemie, come quelle di colera (1885 e ’86). Neppure il progresso sembrava attenuare la morsa del disagio e della vita stentata.
In tale contesto, nel Piovese (ma, anche in questo caso, non solo) un ruolo decisivo venne assunto dalla Chiesa e in particolare dalla sua espressione più legata al territorio: la parrocchia. E’ proprio alla fine dell’Ottocento che nasce e si irrobustisce in movimento cattolico. Un’esperienza che dilata l’attività pastorale del clero alla dimensione economica e sociale. L’Azione (cattolica) e più in generale la vita laicale diventa il terreno in cui maturano esperienze di aggregazione socio-economica (cooperative, casse rurali, società di assicurazioni), con un obiettivo molto nobile, cioè quello di risollevare le miserevoli condizioni di vita dei contadini.
E’ in questo tempo, ma soprattutto in tale contesto culturale e sociale che viene fondata la Cassa Rurale; infatti, il 2 settembre 1894, nasceva, per volontà di un gruppo di cittadini, su iniziativa del conte Prospero Radini Tedeschi, assieme a don Roberto Coin, arciprete del Duomo, la Cassa Rurale di Prestiti.
Come detto, non un natale, né una vicenda del tutto originale, visto che il nuovo soggetto si inseriva in quel filone di “movimento cattolico” che, sopratutto nel Veneto delle parrocchie e dei campanili, dell’Opera dei Congressi e delle “leghe bianche”, ha animato la società tra fine Ottocento e il secolo seguente.
Del resto le motivazioni di tale iniziativa erano molto chiare e comuni a tante altre realtà anche vicine: sostenere l’accesso al credito per quanti fino ad allora ne erano esclusi (soprattutto i lavoratori della terra, gli artigiani) e combattere uno dei grandi mali, l’usura, drammatica conseguenza di tale situazione di carenza di risorse e disponibilità finanziarie della maggioranza della popolazione.
Nello Statuto, parte integrante dell’Atto costitutivo, tutto ciò appariva chiaramente, anzi si allargava ad uno spettro di obiettivi più ampio, riconducibile a quello generale di “migliorare la condizione morale e materiale dei suoi soci, fornendo loro le risorse necessarie a sviluppare e sostenere i loro interessi”. Insomma le caratteristiche della cooperativa erano quelle tipiche di una Cassa rurale cattolica.
Negli oltre centoventi anni di vita della Banca sono intervenute numerose modifiche dello Statuto e la vecchia Cassa Rurale ed Artigiana è diventata Banca di Credito Cooperativo di Piove Sacco. Rimangono tuttavia immutate le caratteristiche decisive della mission originaria.