11/11/2022
La BCC del veneto a convegno nell’Aula Magna dell’Università di Padova
IL VENETO E IL CREDITO COOPERATIVO CHE VERRANNO

Due giorni di ascolto e confronto, non soltanto sul Veneto che verrà, ma anche sul futuro del Credito Cooperativo. Nell’ultimo week end di ottobre, dirigenti e collaboratori delle BCC, si sono dati appuntamento a Padova, nella prestigiosa sede dell’Aula Magna del Bo, per discutere di molti temi legati all’economia e alla società regionale, con un’attenzione particolare alla centenaria presenza delle BCC.

Non è certamente un quesito di facile soluzione, soprattutto se ipotesi e suggestioni devono confrontarsi con la concretezza di storie e vissuti vecchi di oltre un secolo. Ma, proprio per questo, il convegno organizzato dalla Federazione Veneta della Banche di Credito Cooperativo è risultato particolarmente ricco e stimolante. Il punto di partenza, scontato nel titolo “Il Veneto che verrà”, era l’attuale situazione della nostra regione, ma non soltanto nell’ottica di una fotografia del presente, quanto piuttosto nella prospettiva di saper ipotizzare evoluzioni e futuri scenari. Tutto questo, non fine a se stesso, ma nella prospettiva di considerare quale potrà essere il domani di una componente “antica”, ma ancora viva e presente nelle realtà locale, come appunto il Credito Cooperativo, nelle sue molteplici articolazioni.

Le domande sul tavolo non erano semplici né banali: quale il ruolo delle banche locali? Come coniugare una presenza diffusa come quella delle BCC con i nuovi standard che in ambito europeo vengono richiesti agli istituti di credito? Come mantenere viva le particolarità (mutualista e territoriale, ad esempio) delle ex Casse rurali con uno scenario in continua evoluzione? A tali domane (ovviamente non esauribili negli esiti in un paio di giornate di confronto) il convegno ha cercato non solo di dare qualche accenno di risposta, ma soprattutto di delineare i termini, le circoscrizioni problematiche che avranno bisogno di ulteriori approfondimenti. Molti gli ospiti che si sono avvicendati per dare il loro contributo, da padre Ermes Ronchi (un nuovo umanesimo), ad Antonio Parbonetti, prorettore dell’ateneo patavino (la sfida ESG, envirommental, social, governance, per le imprese e per le banche), il filosofo Umberto Galimberti (“la bellezza: legge segreta della vita”), Veronica De Romanis (tra il pnrr e la governance europea), l’economista Paolo Gubitta (l’impresa moderna: sostenibile, tecnologica, resiliente), il ricercatore e divulgatore scientifico Mario Tozzi (un equilibrio precario; responsabili, civili, sostenibili), l’europarlamentare Irene Tinagli (il Credito Cooperativo dentro la sfida europea).

Naturalmente non sono mancati i rappresentanti del Credito Cooperativo al massimo livello, da Alessandro Azzi, presidente della Fondazione Tertio Millenio, ad Augusto Dell’Erba, presidente di Federcasse, Giuseppe Maino, leader di Iccrea Banche, Mario Pastore, direttore Iccrea, il direttore generale di Federcasse, Sergio Gatti, il presidente della Federazione Veneta del Credito Cooperativo, Flavio Piva. Significativi anche la presenza e l’intervento di Luca Zaia, presidente della Regione.

Convegno federazione 1

Convegno Federazione 2