11/11/2022
I cinque neodottori premiati e le loro ricerche INDAGINI SUI MILLE VOLTI DELLA SOSTENIBILITA’ GLOBALE

Olga, Matteo, Alberto, Chiara, Sara, cinque giovani neodottori (magistrali) usciti dall’Università di Padova e che si apprestano ad affrontare (con successo, visto che la maggior parte di loro ha già trovato occupazione…) il mondo del lavoro. Lo fanno con speranza e intraprendenza, perfino con un senso di sfida, perché loro hanno avuto il coraggio di cimentarsi, nello studio e nella stesura della tesi di laurea, su un terreno oggi molto frequentato ma probabilmente ancora discretamente sconosciuto. Sono, cinque, neofiti ricercatori dei mille modi in cui questa umanità spesso sofferente, può cercare di imboccare finalmente la strada (maestra o obbligata?) di uno sviluppo che non sia più soltanto sfruttamento dei beni e delle persone, ma anche benessere giustamente diffuso.

A guardare gli argomenti e i titoli degli elaborati di laurea non si può non rimanere sorpresi, soprattutto per la varietà degli argomenti e degli approcci di ricerca. “D’altra parte – ha detto Eleonora DI Maria, docente di economia, che ha guidato la commissione giudicatrice del concorso per l’assegnazione dei premi (molti i partecipanti) – non dobbiamo pensare, come purtroppo spesso accade, che la sostenibilità sia una questione che riguarda soltanto il nostro rapporto con l’ambiente; è piuttosto un problema che coinvolge tutti gli ambiti della convivenza umana”. Ecco allora che c’è chi, come Matteo (Rizzi), si è dedicato allo studio della trasparenza e di come le aziende rendono conto del loro agire “sostenibile”; oppure c’è chi (Alberto Bachin) ha incentrato la propria attenzione sulla possibile collaborazione tra uomo e robot, soprattutto in situazioni di difficoltà per disabilità, malattia o semplicemente disagio. Chiara (Bordon) ha lavorato sui “dati”, sulle possibilità offerte da un’intelligente raccolta di informazioni rese disponibili per favorire lo sviluppo urbano. Non mancano le sorprese, a testimonianza della varietà e globalità del tema. Sara (Berto), ad esempio, ha indagato sulle politiche per la prima infanzia e sull’offerta di asili nido nel comune di Padova, come occasione di crescita, inclusione, socializzazione. In fine, c’è perfino chi, come Olga (Crosera), ha studiato il carciofo, quello di eccellenza prodotto dalle sue parti, nell’isola lagunare di Sant’Erasmo, in riferimento alle fatiche di ottimizzare i metodi di produzione alla luce delle recenti difficoltà climatiche.

Insomma, cinque tesi di laurea molto varie, diverse, che danno il senso di un problema, quello della sostenibilità, che è certamente globale nelle sue dimensioni e anche nei campi di studio.