06/12/2022
LA SCIENZA, LÀ DOVE NACQUERO LE CASSE RURALI

Un impegno di cinque anni, che dal 2018 accompagna la nascita e lo sviluppo del Museo di Geografia dell’Università. D’altra parte i motivi per questo coinvolgimento di BCC Patavina vanno ben oltre il sostegno a una pregevole iniziativa di studio e divulgazione scientifica, perché il museo in questione ha sede là dove, negli anni ottanta dell’Ottocento, viveva Leone Wollemborg, il fondatore della prima Cassa Rurale italiana, quella di Loreggia.

Un legame antico e solido, dunque, che la BCC ha rafforzato e rinnovato proprio con la scelta di affiancare il Museo nella sua nascita (2019) e nell’affermazione.

Il Museo di Geografia dell’Università, ha un obiettivo chiaro: promuovere la conoscenza geografica attraverso un patrimonio unico raccolto in 150 anni di attività scientifica e didattica nell’Ateneo. Primo museo geografico in Italia, esso si pone al centro del dibattito nazionale, con l’obiettivo di rilanciare il ruolo di una disciplina colpevolmente spesso ritenuta obsoleta nella società e nella cultura contemporanee, portando alla luce le sue profonde connessioni con i più rilevanti temi dell’attualità.

È questo il dodicesimo museo universitario padovano, unico nel suo genere, che mira ad accompagnare il visitatore nella riscoperta del fascino e della forza della geografia, disciplina da sempre animata dal desiderio di conoscenza del mondo attraverso il continuo confronto tra metodi delle scienze naturali e delle scienze sociali. Caratterizzate da pezzi di grande valore, le collezioni di Geografia rappresentano preziosa testimonianza delle attività di ricerca e didattica dal 1872 ad oggi e raccontano gli affascinanti sviluppi del pensiero geografico, attraverso strumenti, carte, globi, plastici e fotografie; un viaggio articolato in tre tappe, riassunte nelle parole chiave esplora, misura, racconta.

Per quanto riguarda il palazzo che ospita il museo, in via del Santo, nel cuore cittadino, si tratta di una dimora storica, già dei Capodilista, acquistata nel 1828 dalla famiglia Wollemborg, dove nacque Leone (1859-1932), fondatore della prima Cassa Rurale d’Italia e ministro del Regno. L’edificio conserva al piano nobile ambienti in stile neoclassico (in particolare la Sala della Musica elegantemente ornata da stucchi e affreschi, con pavimento a tarsie policrome in legno e madreperla), oltre a una serie di interventi decorativi realizzati a cavallo del Novecento da Gino Coppedè, agli esordi della sua carriera artistica (in particolare, il camino e le cornici lignee del finestrone tripartito). Nel 1966 il Palazzo fu acquistato dall’Università e riadattato a sede universitaria sotto la direzione di Giulio Brunetta.

BCC Patavina, oltre ad affiancare il Museo delle sue attività e iniziative, attraverso questa collaborazione può anche beneficiare dell’utilizzo di alcuni spazi del palazzo: in fondo un ritorno alle origini più autentiche.