06/12/2022
OTTO SECOLI CON GLI SCHOLARES

Chi erano quegli studenti che nei primi decenni del Duecento emigrarono da Bologna a Padova per dare vita a un nuovo Studium? Come furono accolti e si integrarono nella città? Come vissero il rapporto con i padovani e con il potere politico, nell’età comunale, in quella lunga quasi quattro secoli della dominazione veneziana, poi nel tempo del Risorgimento, fino alla Prima guerra mondiale, il fascismo, la Liberazione e l’esplosione dell’università di massa?

Tenta di dare una risposta a queste domande il nuovo volume edito da BCC Patavina, in occasione degli 800 anni di vita dell’Università, che sarà presentato agli invitati, il prossimo 15 dicembre, nell’Aula Magna del Bo.

Il libro, promosso da BCC Patavina, in occasione della prossime Festività natalizie 2022 (come sempre donato ai soci), intende celebrare gli 800 anni di vita dell’Università di Padova. “Scholares. Gli studenti e l’Università Patavina (1222-2022)” è una rivisitazione della secolare storia dell’Ateneo, prendendo come punto di riferimento gli studenti, la loro presenza in città e nel territorio, i cambiamenti in merito ai percorsi di studio, la relazione con le diverse situazioni politiche e sociali.

Dopo una breve scheda introduttiva sulle vicende dello Studium dal 1222 a oggi (curata da Francesco Jori), il racconto si incentra sul protagonismo degli studenti nei vari periodi storici che hanno caratterizzato, in questi otto secoli, la vita dell’Università.

Marco Bolzonella affronta i molti temi legati alla nascita dell’Ateneo, dalla fondazione (1222) all’arrivo dei Veneziani (1405), con particolare attenzione alla relazione con la città e con i vari governi che si sono succeduti, evidenziando le caratteristiche e la tipologia degli scolari, in riferimento alla loro provenienza geografica e sociale e ai diversi percorsi formativi.

Il periodo di dominio della Serenissima, dal 1405 al 1797, è oggetto della narrazione di Ruggero Soffiato, che propone gli esiti di una ricerca sulle cause giudiziarie che nel tempo hanno coinvolto gli studenti, mettendo in luce criticità e rapporti non sempre lineari con Padova e le autorità, in riferimento ad alcuni “abusi” studenteschi, soprattutto in merito alla possibilità di portare armi e alla spupilo, il rito di iniziazione delle matricole, che spesso si trasformava in azioni di malversazione che preoccupavano governanti e famiglie.

La vita studentesca nell’Ottocento e nel secolo scorso è il tema centrale del testo di Toni Grossi. Un periodo particolarmente ricco di novità e di eventi: dai moti risorgimentali, all’annessione all’Italia; dalla Grande Guerra al fascismo e alla Liberazione; fino all’avvento dell’università di massa e i difficili anni di piombo. Claudio Grandis propone il ritratto di alcuni allievi illustri, che hanno condiviso le aule dell’Ateneo patavino negli ultimi due secoli, cercando soprattutto di cogliere il valore e il significato che tali presenze hanno avuto nella città e nei suoi cambiamenti recenti. In fine, Francesco Jori offre il racconto di uno dei vissuti più originali e stimolanti della vita universitaria: la goliardia, dal suo sorgere, agli anni di grande popolarità a partire dalla fine del XIX secolo, fino al declino degli ultimi tempi. L’introduzione al volume è a cura di Andrea Caracausi, docente di Storia all’Università patavina.

Il libro prevede inoltre sei sezioni, prevalentemente fotografiche, con immagini storiche e di attualità (opera di Matteo Danesin), dedicate ai luoghi più significativi dell’Ateneo, ma anche del mondo lo che “circonda”, con particolare con riferimento alla presenza di palazzo del Bo nel centro cittadino. Si illustrano le vicende dell’ex hospitium Bovis, dalla nascita, nel Cinquecento, a oggi, della zona di fronte alla sede centrale dello Studio (Via VIII febbraio, l’ex albergo Storione, il municipio); il Pedrocchi e i dintorni (il Caffè, piazzetta Garzeria, piazza Cavour); la zona limitrofa (piazza Antenore e via San Francesco, via Cesare Battisti e Riviera Ponti Romani), l’Orto Botanico, il Liviano, la Specola, palazzo Cavalli, l’antico ospedale di San Francesco Grande.