20/12/2022
VITA E GESTA DEGLI SCHOLARES

Un libro, promosso da BCC Patavina, in occasione delle prossime Festività natalizie 2022 (come sempre donato ai soci), che celebra gli 800 anni di vita dell’Università di Padova. “Scholares. Gli studenti e l’Università Patavina (1222-2022)” è una rivisitazione della secolare storia dell’Ateneo, prendendo come punto di riferimento gli studenti, la loro presenza in città e nel territorio, i cambiamenti in merito ai percorsi di studio, la relazione con le diverse situazioni politiche e sociali.

“Arrivarono a Padova da Bologna, cercando libertà; accettati, accolti, garantiti nelle loro richieste. Non fu tutto agevole: all’inizio gli esuli scholares dovettero un po’ arrangiarsi, sia nelle personali sistemazioni, sia nella ricerca di luoghi idonei alle lezioni e allo studio; una sorta di diaspora, che durò quasi tre secoli. Giunsero i Veneziani, capirono che la situazione era insostenibile, così quelli della Dominante decisero che era giunto il tempo che lo Studium, l’unico a cui la Repubblica concedeva riconoscimento e credito, dovesse avere una propria sede, congrua, anzi prestigiosa. Nacque il Bo, antico albergo divenuto luogo del sapere.

Da allora, il palazzo nel cuore di Padova ha rappresentato un punto di riferimento decisivo di studenti e professori. La vicenda degli scolari, nei secoli a seguire, è andata di pari passo con le turbolenze, le amenità, le fatiche e i piaceri della convivenza patavina. Con alcune persistenze che si sono rafforzate nel tempo; come, ad esempio, il comportamento non sempre esemplare dei giovani, il loro vivere talora eccessivamente spensierato, pratiche goliardiche che spesso sconfinavano nell’insubordinazione a ogni regola e legge, l’amore spassionato (anzi appassionato) per i piaceri, il vino, le avventure… I padovani, il più delle volte, hanno sopportato, in altre occasioni si sono arrabbiati, reagendo, rabbiosi.

Dopo quattro secoli di serenissima tranquillità anche la politica ha fatto irruzione in ateneo: i moti risorgimentali, l’8 febbraio del 1848, le tribolazioni di fine secolo, l’irredentismo, la Grande Guerra e i molti studenti in divisa, le vittime. Gli anni del Regime, con gli scolari più scamiciati che non in divisa nera, l’epilogo del Secondo conflitto mondiale, le gloriose stagioni delle Resistenza, con alla fine la Medaglia d’oro al valor militare, per il contributo alla Liberazione, affissa sul labaro dell’Università.

Il resto è storia recente: la ripresa degli anni Cinquanta, l’apertura, l’ateneo che diventa “di massa”, gli studenti da minoranza a popolazione. Una vicenda lunga otto secoli, una storia di scholares”.

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