23/12/2022
Il 2023 sarà un anno veramente nuovo

Gli auguri di Natale sono l’occasione propizia, per il Presidente, Leonardo Toson, per fare il punto sulla situazione di BCC Patavina, soprattutto dopo l’annuncio, contenuto in un “comunicato congiunto” di Banca Patavina e di BCC di Verona e Vicenza (pubblicato nella newsletter N. 3), con il quale si è resa pubblica la sottoscrizione di “una lettera d’intenti per dare avvio a un percorso aggregativo che, in caso di esito positivo degli approfondimenti richiesti, avrebbe efficacia a partire dal gennaio 2024”. 

Il 2023, dunque, per BCC Patavina potrebbe essere un anno veramente nuovo, ricco di cambiamenti e di inedite prospettive future. “Intanto godiamoci queste Festività, all’insegna della pace, della serenità e della gratitudine, con i nostri affetti più cari”, augura il Presidente

Presidente Toson 2022

Ci risiamo, ancora qui, un nuovo anno: più certezze o incognite?

“Credo che nessuno si azzardi più a fare previsioni. Negli ultimi tempi, abbiamo avuto due eventi straordinari, come la pandemia e la guerra, che hanno mandato all’aria ogni calcolo, ogni tentativo di ipotizzare il futuro anche a breve termine. Meglio accontentarsi del consolidato”.

Ad esempio?

“Per quel che ci riguarda ci possiamo fidare della nostra Banca. Nonostante le recenti stagioni siano state complicate, per non usare più crudamente il termine “difficili”, BCC Patavina si è confermata solida e soprattutto ha saputo mantenere fede ai suoi impegni di sostegno e aiuto alle famiglie, alle imprese, alle comunità. Questo è un punto fermo, del quale siamo sicuri e dal quale possiamo ripartire. Per il resto, per quanto riguarda la situazione più generale dell’economia, non manca chi, anzi ci sono voci molto autorevoli e qualificate, sostiene che stiamo andando incontro a un periodo complicato, si parla addirittura di recessione”.

La Banca, dunque, è un punto fermo, anche se in movimento….

“Ormai è ufficiale: stiamo dialogando con BCC di Verona e Vicenza per una possibile fusione”.

Confronto avanzato?

“Ci ritroviamo spesso e non certo solo per condividere un caffè… Ci sediamo al tavolo e cerchiamo di dare concretezza a una volontà ormai ferma: mettersi insieme per diventare migliori, ancora più solidi e più sostenibili dal punto di vista del presidio territoriale e dell’ottimizzazione organizzativa”.

Qualcuno potrebbe chiedersi: che bisogno c’è? In fondo si tratta di due Banche sane e che rispondono in pienezza alla loro mission…

“Infatti ho parlato di voglia di migliorarsi, di essere sempre più adeguati. Oggi fare banca è molto più complicato di una volta, sia sul piano delle abilità, che delle competenze. Stare sul mercato del credito e del risparmio, ma, soprattutto per noi, rispondere in pieno alle esigenze di soci e clienti, richiede energie e risorse che una “piccola” banca da sola fatica a mantenere ai livelli necessari e ancor più di eccellenza. Occorre guardare con molta attenzione, ad esempio, al costo di tali competenze e ammortizzarne la spesa con economie di scala che una banca come la nostra, ma anche come la consorella con cui stiamo dialogando, non è in grado di supportare”. 

Insomma, “piccolo non è più bello”, anche nel mondo bancario?

“È da anni che è così; l’ingresso del sistema del credito in ambito europeo ha certamente accelerato questo processo. Noi facciamo parte di un grande gruppo, Iccrea; tale appartenenza ci rende forti e più sicuri, fornendoci supporto e assistenza per l’innovazione tecnologica e digitale, ad esempio, ma non possiamo rinunciare alla nostra autonomia. Se vogliamo non diventare una “sezione staccata” o una filiale territoriale di una grande banca, dobbiamo essere in grado di garantirci una “vita dignitosa”, essendo capaci di dare risposte ai molti bisogni che continuamente emergono. Questo, con la dimensione attuale della nostra Banca, non è sempre realizzabile; quindi non rimane che cercare di crescere, accompagnandoci nel cammino a un’altra BCC, con la quale condividiamo, almeno in termini ideali, valori e storia”.

Perché proprio con la BCC di Verona e Vicenza, una banca che si estende dal Trentino alla Lombardia (Mantova), con 56 filiali e 18.000 soci?

“Ci sembra molto accattivante aprirci a un nuovo, ampio, territorio. Se l’operazione andrà a buon fine, come pare dalle premesse, Banca Patavina diventerà un soggetto presente e attivo in un’ampia fetta di Veneto, da Asiago a Valeggio sul Mincio, tanto per citare due estremi. La nostra regione, anche per quanto riguarda il mondo del Credito Cooperativo, ha bisogno di una banca forte per poter avere una presenza significativa anche in ambito nazionale. Questa è un’altra contingenza in cui essere piccoli alla fine può risultare penalizzante”.

Cambierà anche il direttore...

“Anche questa è una novità. A breve la nostra BCC sarà diretta da Andrea Bologna, professionista da sempre impegnato nell’ambito del Credito Cooperativo, prima al vertice della Federazione Veneta, poi in uno dei ruoli apicali di Cassa Centrale. In mezzo, alcune significative esperienze come dirigente di società attive nel mondo bancario e del risparmio. Una scelta importante, nella quale riponiamo la massima fiducia”.  

Banca Patavina resterà padovana?

“Su questo non vi sono dubbi: al di là della configurazione e degli assetti che l’eventuale nuova BCC assumerà, Padova e il suo sistema avranno un ruolo centrale, perché tale è il suo posizionamento nel contesto veneto. Anzi, l’integrazione con altre realtà locali potrà essere un’ulteriore occasione di crescita”.

Fermi restando i valori originari delle ex Casse Rurali?

“Siamo e rimarremo una cooperativa, fatta di persone e non di capitali. Un soggetto non profit, che (questo è bene chiarirlo sempre) non rinnega anzi persegue il profitto per diventare sempre più robusti patrimonialmente e fornire a soci e clienti servizi/prodotti competitivi e crescente sostegno alle comunità locali. Su questo nessun dubbio, né tanto meno tentennamenti. Ma i tempi sono mutati e anche il modo di fare credito cooperativo deve adeguarsi, senza rinnegamenti”.

Tanti motivi per farsi gli Auguri di Buon Natale e soprattutto di un 2023 che sarà di certo Nuovo, o quanto meno ricco di novità…

“I miei Auguri a soci, clienti, collaboratori, famiglie, prescindono dalla banca: vorrei che tutti trovassero, in occasione del Natale, un momento di pace, di serenità, di gratitudine, con i propri affetti più cari. Dal primo gennaio ricominceremo ad occuparci della nostra Banca, che in fondo vuol dire avere a cuore e pensare a tutti noi”.