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Mulini e mugnai Padova e dintorni

Molini, Mugnai e Farine a Padova e dintorni  

Libro Mulini e Mugnai 2020Una storia mai raccontata prima, un viaggio appassionante lungo le vie dei mulini.

Il nuovo libro promosso da Banca Patavina è rivolto ad un altro luogo che fino agli anni cinquanta del secolo scorso era anche occasione di ritrovo: il Mulino. In questo spazio fisico, che ha attratto per secoli clienti di ogni genere, la gente arrivava con granoturco e frumento; qui attendeva poi di tornare a casa con la farina macinata destinata alla panificazione o alla preparazione dell’immancabile pasta.

La monografia sui mulini è curata da Claudio Grandis (storia dei molini e dei mugnai con un focus particolare sull’area padovana), Denis Pantini (farine e derivati dei cereali, la pasta il pane e i prodotti da forno e loro consumo), Alessandro Massacesi (evoluzione della domanda di pane e dei prodotti da forno negli ultimi decenni, approfondimenti con i presidenti di Italmopa e Antim). L’opera si chiude con la presentazione dei cinque più grandi molini industriali presenti nella provincia di Padova, oltre a due realtà artigianali, appositamente intervistati dal giornalista Marco Bevilacqua. Come è nello stile degli originali volumi pubblicati negli anni da Banca Patavina, anche questo lavoro è riccamente corredato da interessanti e curiose testimonianze iconografiche (incisioni, foto d’epoca, disegni, mappe), con un occhio speciale rivolto alla realtà produttiva attuale e ai moderni mugnai grazie alle foto appositamente realizzate da Matteo Danesin.

Cento anni fa nella provincia di Padova giravano quasi quattrocento ruote idrauliche, un quinto delle quali concentrate tra la città e l’immediata periferia. Le tipologie erano diverse e contemplavano i mulini “natanti” dell’Adige, così chiamati perché potevano navigare e spostarsi da un punto all’altro del fiume, quelli “galleggianti” del Bacchiglione, sorretti da due scafi ormeggiati alle rive dell’alveo. Dove i corsi d’acqua avevano una portata minore di quella dei grandi fiumi s’incontravano i mulini “terragni” con le ruote dotate di alberi infilati in robuste costruzioni in pietra; sui Colli Euganei, infine, operavano i mulini cosiddetti “a coppedello” funzionanti grazie ad una grande ruota a cassette. Fino all’alba del secolo scorso i mulini macinavano quasi unicamente spinti dall’energia idraulica, così che la concentrazione delle ruote divenne più alta dove maggiore era la disponibilità idrica. Con l’avvento dell’energia elettrica i mulini sono via via scomparsi sostituiti dalla produzione industriale.

Oggi nella nostra provincia i mulini in attività e di una certa dimensione s’incontrano sia nell’Alta, che nella Bassa Padovana: producono tonnellate di farina di grani duri e teneri destinata ai panifici, alle pizzerie, alle industrie di trasformazione e alla grande distribuzione, sia in Italia che all’estero. Ma nel distretto provinciale operano anche diverse aziende, specializzate nella costruzione e produzione di impianti di macinazione a cilindri e nella progettazione di grandi impianti per la produzione di pasta alimentare in gran parte destinati al mercato estero. Si tratta di una realtà produttiva che affonda le sue radici proprio nel perfezionamento e nell’abilità di mugnai diventati imprenditori e che ora trova il giusto risalto in questa iniziativa di Banca Patavina, grazie ad una narrazione puntuale e appassionante.